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Enluminure attr. à Attavante degli Attavanti

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Resurrection of Christ _ Dr. Jörn Günther
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Iniziale R istoriata proviene da un messale commissionato da Papa Leone X (nato Giovanni di Lorenzo de' Medici, 1475-1521) nel 1513 o poco dopo per l'uso nella Cappella Sistina nel Palazzo Apostolico. Attavante degli Attavanti (1452-c. 1525) fu uno dei più importanti miniatori del Rinascimento a Firenze ed eseguì commissioni per i Medici e aristocratici di alto rango. https://www.treccani.it/enciclopedia/attavante-degli-attavanti/


Forse proveniente dallo stesso manoscritto è la miniatura in vendita presso Les Enluminure: https://www.lesenluminures.com/artworks/9365-attavante-degli-attavanti-gabriello-di-vante-active-in-c.-1475-1485/




Dal Corriere fiorentino: Codici, manoscritti preziosi come il minuscolo Ufficio dei Morti appartenuto a Papa Leone X de’ Medici, corali e pergamene illustrate dai alcuni dei più grandi maestri del Medioevo e del Rinascimento. Un tesoro di quaranta opere prima rubate e poi ritrovate grazie al lavoro del corpo speciale dell’Arma, Comando Tutela Patrimonio Culturale, sono fino a fine ottobre le protagoniste della rassegna «Storie di pagine dipinte. Miniature recuperate dai Carabinieri», a Palazzo Pitti.


Attenzione ai codici miniati e al patrimonio della Chiesa

«Sono trascorsi circa vent’anni da quando i Carabinieri dell’Arte hanno cominciato ad affidare a pubblicazioni e a mostre il compito di illustrare, attraverso le opere recuperate, il risultato del loro lavoro — spiega il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt — A partire da queste riflessioni è nato il progetto di una mostra dedicata a un settore molto complesso del nostro patrimonio quello dei codici miniati e del patrimonio librario della Chiesa, reso oggi più vulnerabile dalla chiusura di molti edifici di culto e dalla drastica diminuzione delle vocazioni, che ha privato monasteri, conventi e chiese del loro naturale presidio. Si è venuta a creare, sul fronte della tutela, un’indubbia emergenza cui la Chiesa cerca di far fronte tra molte difficoltà, promuovendo campagne di catalogazione e censimento, cercando di indirizzare l’operato del clero verso la salvaguardia delle opere d’arte, avvalendosi della collaborazione dei Carabinieri che, insieme alla Conferenza Episcopale Italiana, hanno approntato una sorta di prontuario sulle misure di sicurezza necessarie per i beni ecclesiastici».

Molti provengono dalla Toscana

I manoscritti e le singole pagine miniate della rassegna attraversano quindi la grande stagione di produzione libraria dell’Italia centrale dal Duecento al Cinquecento e provengono da Castelfiorentino, Colle di Val d’Elsa, Firenze, Perugia e Pistoia. Le miniature sono opera di artisti come il Maestro di Sant’Alessio in Bigiano, a capo della bottega più attiva in Toscana nell’ultimo quarto del XIII secolo; Pacino di Buonaguida (uno dei primi e più dotati tra i seguaci di Giotto); fino ad Attavante degli Attavanti e Gherardo e Monte di Giovanni, illustratori di libri di fama internazionale ai tempi di Lorenzo il Magnifico. «Il pregio di questa mostra — ha aggiunto il direttore Eike — è dato anche dalla storia dei furti e dei recuperi di cui è protagonista ogni volume - i corali provenienti dal convento dei Minori Osservanti di San Lucchese a Poggibonsi, ad esempio è stato oggetto di ben due furti, negli anni Trenta del ‘900 e poi di nuovo nel 1982 - ma anche nel lavoro di squadra che la ha resa possibile. Sotto la guida della professoressa Sonia Chiodo, una dei massimi esperti della materia, per la realizzazione della mostra hanno lavorato storici dell’arte, specializzandi e dottorandi di Storia della Miniatura all’Università degli Studi di Firenze».

23 giugno 2020




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